
Ariele D’Ambrosio, napoletano nato a Firenze nel 1953, è poeta e scrittore, saggista e
perfomer.
Per oltre quaranta anni ha esercitato la sua attività professionale di clinico medico, specialista in medicina interna, presso l’ospedale Antonio Cardarelli di Napoli.
Teorico della Poesia Orale secondaria Contemporanea – POC, è nella prassi dalla scrittura alla performance.
Nel 1983 ha inizio la sua personale ricerca sulla oralità in poesia per poi teorizzare e realizzare il suo “teatro di poesia” detto TeatroConcerto.
Nel 1999 partecipa a stage per Autori presso il CET di Mogol per approfondire il rapporto tra Poesia, Canzone Popolare, e Canzone POP.
Nel 2015 è invitato all’8a edizione di RicercaBO – laboratorio di nuove scritture, curato da Renato Barilli e Niva Lorenzini.
Nel 1998 è intervistato da Dacia Maraini nel programma RAI Io scrivo Tu scrivi, successivamente andato in onda.
Premio Eduardo Nicolardi per la poesia, XXI edizione 2011, per Pulcinella stanco.
Ha pubblicato diversi libri e se ne citano alcuni:
- POP POPolare o POPizzato? – pamphlet, Diogene Edizioni, 2022.
- covidNenia – Calembour per una pandemia, Diogene Edizioni, 2021 – con interventi grafici originali di Ivana Gaeta ed illustrazioni originali di Daniela Pergreffi.
- POC Per una prassi di Poesia Orale Secondaria Contemporanea, Misure Critiche, Rivista semestrale di letteratura Nuova Serie Anno XVI numero 1-2, Salerno 2017, La Fenice Casa Editrice. Rivista accademica dell’Università di Salerno – UniSa.
- Attorno all’equilibrio della coda – Foto>>Poesie, IL LABORATORIO/le edizioni, Nola 2013 – con fotografie di Billy d’Ambrosio e Clemente Florio.
- Pulcinella Stanco – seduto sul marciapiede del mondo – canto di rabbia e di amore, con CD-audio allegato, Ed. Colonnese Napoli 2010 – introduzione di Antonia Lezza, con cinque tavole dipinte originali di Lello Esposito. Rappresentato al teatro Sannazaro di Napoli.
- Canzone per Nejra – tra guerra e terrorismo, con CD-audio allegato, Ed. Colonnese Napoli 2005 – introduzione di Sabir Badalkhan. Rappresentato al teatro Massimo di Benevento in occasione della XXIX edizione della rassegna teatrale Benevento Città Spettacolo, direzione artistica di Enzo Moscato.
- Cavallo Imperatondo, Ed. Colonnese Napoli 1989 – con dodici disegni originali di Gustavo Lo Russo.
- Né il Sogno Né il Vero, Ed. Terra del Fuoco, Quarto (Na) 1988 – introduzione di Piero Santi. Presentato all’Istituto Francese di Napoli Grenoble da Domenico Rea e Alberto Mario Moriconi.
Per i suoi lavori si è avvalso e si avvale della collaborazione di illustri compositori tra cui: Alessandro Cerino, Andrea Arcella, Eugenio Fels, Lucio Maria Lo Gatto, Mimmo Napolitano, Paolo Frescura, Raffaele Sorrentino, Sergio Menegale.
Dall’aprile 2021 recensisce libri di poeti contemporanei nella rubrica “Guida Galattica” del sito “Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo” fondato e presieduto da Antonia Lezza.
https://www.centrostuditeatro.it/categoria/recensioni/guida-galattica-per-i-lettori
Per diversi anni ha organizzato, a teatro, gli eventi MUNDUS, incontri a tema, ad indirizzo sociale, caratterizzati dall’alternarsi, sul palco, di poeti, relatori esperti dei vari temi trattati, e con le relative edizioni:
- Anonimo, 2015
- Pudore‽, 2014
- Energia ed Economia il libero consumo nell’ismo si consuma, 2013
- SETE di poesia musica e impegno civile – trittico per il bere comune, 2013
- Nella Valle di Ennom per l’immondo del mondo, 2013
- Essere Insieme per i 150 anni dell’Unità d’Italia, 2011
- MUNDUS poesie per un’etica del rifiuto, AA. VV. 2008, Valtrend Editore.
Ne hanno detto: Anna Grazia D’Oria, Antonia Lezza, Antonio Tricomi, Bruno Abbisogno, Enrico Fiore, Fabio Simonelli, Francesco Aquilar, Giovanni Valentino, Gius Gargiulo, Giuseppe Tortora, Liliana Cristo, Marcello Carlino, Marco Giovenale, Mario Corbo, Mimmo Grasso, Niva Lorenzini, Piero Santi, Raffaele Di Stasio, Renato Barilli, Silvio Perrella.
Disponibile agli indirizzi:
«… Questo è probabilmente il segno dell’arte: addentrarsi in una materia inesplorata rivelandola in immagini nitide, senza esclamazioni e senza compiacimenti… Ogni lettore potrà amare, di queste poesie, quelle in cui avvertirà il suono dello stupore: perché è soprattutto quando il poeta si stupisce delle proprie stesse invenzioni che riesce a parlare agli altri…»
Piero Santi